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Il divario tra obiettivi e spesa in conto capitale: perché gli impegni climatici non equivalgono ai finanziamenti per la transizione

Pubblicato: 1° settembre 2026
Aggiornato: 1° settembre 2026
Punti di forza
  • Le aziende con un obiettivo di limitazione del riscaldamento globale a 2 °C o meno destinano il 27% delle spese in conto capitale a progetti ecologici, contro il 25% di quelle che non hanno alcun obiettivo.
  • I servizi di pubblica utilità e il settore immobiliare sono gli unici settori in cui l'ambizione influenza in modo significativo gli investimenti, rispettivamente di 8 e 7 punti percentuali. Sono la maturità tecnologica e la chiara redditività, non le promesse, a spiegare questo divario.
  • Un obiettivo è un’intenzione; il CapEx ne è la prova concreta. Gli investitori che utilizzano gli impegni di azzeramento delle emissioni nette come indicatore dell’impegno alla transizione rischiano di interpretare erroneamente la destinazione dei capitali.

Le aziende con obiettivi ambiziosi di zero emissioni nette investono solo marginalmente di più in spese in conto capitale per progetti ecologici rispetto alle aziende del settore che non hanno alcuna ambizione climatica. A meno che non vi siano forti fattori economici e normativi favorevoli, gli impegni climatici raramente determinano il modo in cui il capitale viene effettivamente speso.

È naturale supporre che le aziende che fissano obiettivi climatici ambiziosi stiano investendo il proprio capitale in linea con i propri impegni. Tuttavia, l’analisi condotta da Clarity AIsu 886 aziende globali ad alte emissioni che rendono pubblici i propri investimenti in capitale verde (CapEx) rivela una discrepanza sorprendente: avere un obiettivo climatico allineato a 2 °C o inferiore non si traduce in un aumento significativo del CapEx.

In sei settori chiave ad alte emissioni, le aziende con obiettivi climatici ambiziosi destinano in media il 27% delle proprie spese in conto capitale (CapEx) a progetti sostenibili, superando di poco la media del 25% registrata dalle aziende che non hanno dichiarato alcun obiettivo. Analizzando le dinamiche settore per settore, i dati suggeriscono che siano la fattibilità commerciale e la maturità tecnologica, piuttosto che la sola ambizione aziendale, a determinare l’effettivo impiego di capitali.

Quando gli obiettivi climatici non si traducono in investimenti in conto capitale

In alcuni dei settori con le emissioni più elevate, la presenza di un obiettivo climatico formale fissato a 2 °C o meno non si traduce in un maggiore impiego di capitale verde.

Nel settore dell’energia, ad esempio, le aziende che non hanno fissato un obiettivo climatico destinano il 14% delle spese in conto capitale a progetti sostenibili, rispetto all’11% delle aziende che hanno fissato un obiettivo. Lo stesso andamento si riscontra nei settori dei materiali (17% contro 15%) e industriale (24% contro 23%). Nel settore dei beni di consumo discrezionali, i due gruppi sono alla pari con il 13%.

Il messaggio non è che gli obiettivi climatici siano irrilevanti. Piuttosto, questi dati suggeriscono che la semplice definizione di un obiettivo non è sufficiente a stimolare un’ulteriore allocazione di capitali, in particolare nei settori in cui gli aspetti economici e i percorsi tecnologici per la decarbonizzazione rimangono più complessi.

Investimenti in conto capitale (CapEx) dichiarati come progetti ecologici, per livello di ambizione degli obiettivi

Indice di CapEx verde (%)* nei settori ad alte emissioni, confrontando le aziende con e senza obiettivi climatici ambiziosi

Aziende con un obiettivo di 2 °C o inferiore**
Aziende senza obiettivi ambiziosi dichiarati**
Indice di CapEx verde (%) 80 60 40 20 0 13 13 Consumer Discretionary 11 14 Energia 23 24 Settore industriale 15 17 Materiali 35 28 Real Estate 63 55 Servizi pubblici

Campione: 886 aziende operanti in settori ad alte emissioni che rendono conto delle spese in conto capitale (CapEx) destinate alla sostenibilità, raggruppate in base all’ambizione degli obiettivi di riduzione delle emissioni.

*Indice Green CapEx: la quota delle spese in conto capitale totali che contribuisce alla riduzione delle emissioni di sostanze significative lungo la catena del valore. Fonte: Clarity AI, sulla base delle ultime informazioni rese pubbliche dalle società, comprese quelle relative alla tassonomia dell’UE sulle attività di mitigazione dei cambiamenti climatici.

**Obiettivo ambizioso: l’ambizione, espressa in gradi Celsius, degli obiettivi di riduzione delle emissioni a medio termine dichiarati da un’azienda (Scope 1+2). Fonti: Science Based Targets initiative (SBTi) e CDP.

È l'economia a determinare l'allocazione, non l'ambizione 

Il contrasto risulta particolarmente interessante nei settori dei servizi pubblici e immobiliare.

L’allocazione degli investimenti in capitale (CapEx) verde è notevolmente più elevata sia nelle società target che in quelle non target di questi settori: dal 55% al 63% nel settore dei servizi pubblici e dal 28% al 35% nel settore immobiliare. Questi settori beneficiano di tecnologie di transizione relativamente mature e commercialmente valide, tra cui la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’elettrificazione della rete e gli investimenti nell’efficienza energetica.

Sono inoltre gli unici due settori oggetto dell’analisi in cui la definizione di obiettivi ambiziosi va di pari passo con un aumento significativo degli investimenti in attività fisse sostenibili: 8 punti percentuali nel settore dei servizi pubblici e 7 punti percentuali nel settore immobiliare.

Ciò suggerisce una dinamica importante: laddove gli aspetti economici della transizione sono già convincenti, è più probabile che gli impegni climatici si riflettano nell’effettiva allocazione del capitale. Laddove invece la giustificazione economica è più debole, o la tecnologia è meno matura, un obiettivo di per sé sembra molto meno in grado di influenzare il bilancio di investimento.

Quali sono le implicazioni strategiche di “ ” per gli investitori?

Questi risultati evidenziano un potenziale rischio per gli investitori istituzionali. Affidarsi all’allineamento con l’iniziativa Science Based Targets (SBTi) o agli impegni di azzeramento delle emissioni nette come indicatore principale dell’impegno alla transizione può creare un quadro fuorviante riguardo all’effettivo flusso dei capitali. Un obiettivo rappresenta un’intenzione; la spesa in conto capitale (CapEx) fornisce la prova dell’attuazione.

Senza verificare l’effettivo impiego di capitale, gli investitori rischiano di considerare la rendicontazione climatica come un indicatore sostitutivo della decarbonizzazione. Valutare le spese in conto capitale (CapEx) destinate all’ambiente, parallelamente agli obiettivi aziendali, è quindi essenziale per distinguere le aziende che stanno finanziando attivamente la transizione da quelle i cui impegni climatici non si sono ancora tradotti in investimenti significativi.

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Nico Fettes

Direttore della ricerca sul clima, Clarity AI

Nico Fettes è responsabile dello sviluppo di indicatori e strumenti relativi al clima nell’ambito delle soluzioni dati di Clarity AI. È a capo di un team che sviluppa soluzioni specifiche per gli istituti finanziari che intendono gestire i rischi climatici o allineare i propri portafogli agli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Primo piano di un uomo sorridente con capelli corti castano chiaro che indossa una camicia blu scuro.

Jean-Charles Prabonneau

Responsabile per il clima, Clarity AI

Jean-Charles Prabonneau è responsabile delle metodologie scientifiche alla base della suite di prodotti sul clima di Clarity AI. Fornisce consulenza a tutta l'azienda su tematiche legate al cambiamento climatico, grazie al suo background che unisce tecnologia e servizi finanziari.

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