La serie sull'architettura dell'IA – Parte 1
Se partecipassi a una qualsiasi conferenza di settore in questo momento, sentiresti le stesse parole in ogni sessione: assistente IA, copilota, agente, MCP, skill, connettore, modello. Ogni fornitore promette che la propria versione è la più potente, la più intuitiva e la più pronta per l’uso. Il risultato è solo confusione, non chiarezza.
La sfida per chiunque debba prendere decisioni in ambito tecnologico oggi non consiste nel trovare strumenti di intelligenza artificiale. Di quelli non mancano certo. La sfida sta piuttosto nel capire cosa fanno effettivamente i diversi strumenti, come si relazionano tra loro e quale combinazione sia più adatta a risolvere un problema specifico.
Ecco una guida scritta in un linguaggio semplice che illustra gli elementi fondamentali alla base dei moderni sistemi di IA: cosa sono, come si interconnettono e quali possibilità offrono quando operano in sinergia. La guida sarà pubblicata in quattro parti, una alla settimana. Preparatevi a porre domande molto più mirate a qualsiasi fornitore di soluzioni di IA con cui parlerete.
Il costo nascosto della scelta delle funzionalità a scapito dell'infrastruttura
Alcune scelte tecnologiche comportano pochi rischi. Si prova qualcosa, non funziona e si va avanti senza subire danni significativi. Tuttavia, nei flussi di lavoro regolamentati, nei processi che trattano dati sensibili e nei sistemi che devono essere giustificabili nei confronti delle autorità di regolamentazione o dei clienti, le scelte architetturali compiute nelle fasi iniziali tendono ad avere un impatto crescente nel tempo.
Questo fenomeno non è limitato a un solo settore. Un sistema ospedaliero che implementa uno strumento di IA senza considerare come i suoi risultati saranno tracciati e verificati va incontro a rischi diversi rispetto a un ospedale che integra tale tracciabilità fin dall'inizio. Uno studio legale che automatizza la revisione dei documenti senza codificare la propria metodologia nel sistema otterrà risultati generici anziché analisi di livello professionale. Un istituto finanziario che privilegia una funzionalità di IA rispetto a un'infrastruttura di IA si troverà alla fine a dover affrontare sistemi frammentati e costi irrecuperabili.
Si tratta di un fenomeno ricorrente: una funzionalità di intelligenza artificiale che funziona in modo impressionante in una demo, ma che non è in grado di spiegare i propri risultati, non può essere ricondotta a una fonte e non può integrarsi in flussi di lavoro regolamentati, finisce per diventare un rischio in agguato, mascherato da strumento di produttività.
La domanda più utile da porre a qualsiasi fornitore di soluzioni di IA è: «È un prodotto destinato a durare nel tempo ed è effettivamente integrabile in un sistema che posso gestire?».
Una prima panoramica su come valutare gli strumenti di intelligenza artificiale in contesti regolamentati
Il panorama dell'intelligenza artificiale è davvero entusiasmante e il ritmo del cambiamento è tangibile. Tuttavia, le organizzazioni che trarranno un valore duraturo da queste tecnologie saranno quelle che andranno oltre le semplici presentazioni delle funzionalità e si porranno domande più approfondite su ciò che sta alla base.
È una domanda legittima, e alcuni potrebbero spingersi oltre: anche se oggi i modelli linguistici generici non sono ancora all’altezza, non finiranno per raggiungerla prima o poi? Se le capacità continueranno a migliorare al ritmo attuale, il divario potrebbe colmarsi da solo. Ma questo presuppone che il problema sia una questione di intelligenza pura, e non è così. Pensate a un brillante medico generalista. Non importa quanto sia competente, vorresti comunque che fosse un cardiochirurgo a operarti al cuore, non perché il medico generalista non sia in grado di farlo, ma perché il chirurgo ha dedicato anni a sviluppare competenze, strumenti e protocolli specifici per quella situazione precisa. I modelli generali continueranno a diventare sempre più potenti. Ma la necessità di dati specifici per settore, metodologie e flussi di lavoro regolamentati è un requisito strutturale del lavoro ad alto rischio, non un divario temporaneo da colmare.
Si tratta di una scelta deliberata: i modelli di base vengono addestrati utilizzando informazioni di dominio pubblico, non i dati proprietari di un’azienda, la metodologia maturata nel corso degli anni o il giudizio sfumato che deriva dall’operare in un contesto normativo specifico.
LA SERIE SULL'ARCHITETTURA DELL'IA – PARTE 1
6 domande da porre a qualsiasi fornitore di soluzioni di intelligenza artificiale
Prima di scegliere uno strumento o una piattaforma
ARCHITETTURA E GOVERNANCE
1
A quali fonti di dati si collega questo sistema e in che modo?
2
È in grado di applicare la nostra metodologia in modo coerente, o ogni risultato è frutto di una supposizione?
3
È possibile sottoporre il flusso di lavoro a una verifica?
4
È possibile implementarlo in produzione senza che si trasformi in un insieme di strumenti scollegati tra loro?
QUALITÀ E AFFIDABILITÀ
5
Quali parametri vengono utilizzati per misurare la qualità del sistema?
6
In che modo e con quale frequenza viene verificata la qualità del sistema?
Sono queste le domande che distinguono l'infrastruttura dalle funzionalità e i sistemi in grado di reggere a un esame approfondito da quelli che invece non lo fanno.
Per rispondere a queste domande occorre innanzitutto comprendere gli elementi fondamentali: gli strati che costituiscono un moderno sistema di IA e le funzioni specifiche di ciascuno di essi.
Le prossime tre parti di questa serie approfondiranno gli elementi fondamentali dei moderni sistemi di intelligenza artificiale, i casi d'uso concreti nel settore dei servizi finanziari e le prospettive future di questa tecnologia.
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