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Come conformarsi alla nuova direttiva MiFID II, passo dopo passo

Pubblicato: 3 agosto 2022
Modificato: 3 agosto 2022
Punti di forza

I consulenti finanziari devono tenere conto delle preferenze dei loro clienti in materia di sostenibilità, oltre che del profilo di rischio che è stato rilevato nel test di idoneità. 

Questo cambiamento è entrato in vigore il 2 agosto scorso, con lo scopo di allineare la Directiva sobre Mercados de Instrumentos Financieros (MiFID II, per le sue sigle in inglese) con il Reglamento sobre Finanzas Sostenibles de la Unión Europea. Si tratta di un passo in più verso una maggiore trasparenza e protezione dell'investitore minore. 

Cosa è cambiato?

Prima di quella che oggi si chiama Green MiFID (o MiFID verde), esistevano alcuni requisiti che i distributori di fondi dovevano soddisfare, come: 

  • Che il profilo di rischio del prodotto finanziario fosse coerente con la media di rischio dei clienti, 
  • Che il prodotto sia stato progettato a beneficio del cliente.

Ora, a questi due requisiti se ne aggiunge un terzo: il profilo "sostenibile" dei clienti, che il consulente deve tenere in considerazione al momento di scegliere e selezionare i fondi. L'ampliamento della direttiva MiFID II comporta anche una pressione aggiuntiva per i fondi, che devono fornire maggiori informazioni sulle caratteristiche sostenibili dei loro prodotti.

In particolare, l'articolo 9 prevede l'obbligo di presentare informazioni trasparenti e pertinenti sui fattori di sostenibilità degli strumenti finanziari. L'obiettivo è che i distributori possano considerare debitamente ogni preferenza di sostenibilità espressa da un cliente o da un potenziale cliente.

Questo riferimento ai "fattori di sostenibilità" è un'allusione diretta ai regolamenti dell'Unione Europea in materia di finanze sostenibili come il sitoSFDR e la tassonomia, che poco a poco stanno consolidando un linguaggio comune per commercializzare prodotti sostenibili nell'UE.

L'articolo 10 della MiFID II, che stabilisce gli obblighi in materia di governance dei prodotti finanziari, insiste sul fatto che i distributori debbano disporre di informazioni adeguate e precise sulle caratteristiche sostenibili dei prodotti, fornite dai loro fondi. 

E ora, ¿qué?

In poche parole, i "fattori di sostenibilità" fanno parte dei requisiti della MiFID II. I consulenti finanziari e gli altri distributori che operano nell'Unione Europea sono obbligati a chiedere ai loro clienti quali siano le loro preferenze di investimento in materia di sostenibilità e a creare un'offerta di prodotti in linea.

Nella pratica, questo si traduce in:

  1. La creazione di un processo di valutazione delle preferenze di sostenibilità dei clienti, come estensione del test di idoneità. I clienti sono i protagonisti della "MiFID verde", per cui ogni cambiamento deve essere debitamente comunicato e facilmente comprensibile per loro.. Ridurre la complessità nella misura in cui è possibile è, quindi, fondamentale.
  2. L'integrazione di questo nuovo passo nel processo di selezione e offerta di prodotti.
  3. L'accesso a dati affidabili per poter costruire questa offerta, adattata alle preferenze espresse dai clienti. Per poterlo fare, i distributori hanno bisogno di informazioni allineate con le norme di finanziamento sostenibili già in vigore nell'UE, come il sito SFDR e la tassonomia. L'estándar più accettato per l'interscambio di queste informazioni è la plantilla europea ESG (EET, por sus siglas en inglés), un documento che aiuta i fondi a pubblicare tutte le informazioni richieste dalle autorità di regolamentazione. L'EET è compatibile con l'EMT, la piattaforma europea della MiFID, già in uso.
  4. La verifica dei dati raccolti, per evitare qualsiasi rischio di "greenwashing". Sebbene i fondi rendano pubbliche le informazioni, è consigliabile cercare fonti alternative per validare i dati e offrire prodotti sostenibili con tutte le garanzie. La metodologia di Clarity AI, basata sull'intelligenza artificiale e su altre tecnologie, aumenta notevolmente la precisione e l'affidabilità dei dati.

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